Lucca, Seguire le Orme della Marea

Dal 27 settembre all’1 ottobre 2017 a Lucca, è in programma il  CORSO DI AGGIORNAMENTO PER OPERATORI IN BIODINAMICA CRANIOSACRALE condotto da Kavi Gemin & Bhadrena C. Tschumi Gemin.

Il corpo, strumento armonico

Il corpo è un cosmo meraviglioso, capace di rispecchiare le forze della natura accuratamente.

La visione biodinamica è legata all’osservazione delle forze della vita in azione.

Secondo Herbert Spencer (1820-1903) la vita è: “il continuo adattamento delle relazioni interne con quelle esterne”, una definizione che ha stimolato lo sviluppo del concetto di autoregolazione dell’organismo.

L’autoregolazione permette alla nostra fisiologia di adattarsi continuamente all’ambiente, mantenendo un senso di sé coerente e stabile.

Siamo ciò che siamo perché in grado di adattarci armoniosamente alle forze e ai cambiamenti circostanti che agiscono in noi.

Il nostro corpo, “plasmato” dalle forze della vita, si adegua costantemente agli stimoli, e mantiene la memoria delle esperienze vissute, rintracciabili negli adattamenti fisiologici e nei cambiamenti strutturali.

Le orme del vissuto

È relativamente facile riconoscere le tracce delle esperienze vissute, quando osserviamo alcuni fenomeni fisiologici come la produzione di anticorpi dopo la contrazione di un virus, oppure la formazione di cicatrici dopo una ferita ai tessuti.

Alcuni metodi riconoscono gli schemi di tensione e restrizioni fasciali dovuti alla postura o a interferenze traumatiche, ma anche posizioni psicologiche rigide ci parlano di condizionamenti e limiti che sono tracce lasciate dalle nostre esperienze precoci.

Questi segni sono delle vere e proprie impronte di adattamento dovute all’azione di forze che hanno agito in noi. Sono le tracce della nostra storia vissuta.

I grandi pionieri della biodinamica, e specialmente il Dr. Rollin Becker (1918-1994), parlavano di queste impronte come fenomeni rivelatori, ma insistevano sul non lasciarsi sedurre da essi, bensì di mantenere l’attenzione verso le espressioni delle forze formatrici, trasmesse ciclicamente dalla marea.

Becker raccomandava l’operatore di “seguire le impronte della marea”.

Su questa base è nata la nostra esplorazione di questo concetto affascinante, innovativo e essenziale in alcuni casi clinici.

 Le tracce della salute

L’operatore in biodinamica è guidato, nel suo trattamento, dalle forze fisiologiche involontarie della marea.

I cicli di inspirazione ed espirazione mantengono le funzioni metaboliche a tutti i livelli dell’organismo, contribuendo allo stato di salute dell’insieme.

Sempre più individui oggigiorno presentano un sistema dei fluidi congestionato, soffocato da sostanze chimiche, allergeni e stress, che non è in grado di manifestare una respirazione primaria coerente. La mancata espressione dei cicli della marea interferisce con i processi fisiologici e genera stagnazione e depositi che limitano le funzioni vitali.

Lavorare con un sistema che non esprime propriamente la respirazione primaria può essere una sfida per l’operatore, che avrà maggior difficoltà a seguire la richiesta della marea e assecondare l’azione delle sue forze riparatrici.

In questi casi, essere in grado di riconoscere le impronte che la marea ha tracciato nell’organismo durante la sua evoluzione, è fondamentale.

Essere capaci di seguire le impronte della marea, significa riconoscere l’azione delle forze vitali, nella forma delle strutture e nelle tendenze fisiologiche dell’organismo.

Nella pratica biodinamica

Grazie a un protocollo innovativo delineato dall’International Institute for Craniosacral Balancing, l’operatore è guidato a un’esperienza percettiva che gli consente di collegarsi con il potenziale di movimento delle forze vitali, e di assecondarne la manifestazione, anche quando i cicli ritmici della marea non sono espressi.

Per accedere a questo livello percettivo, l’operatore predispone la seduta in modo specifico, andando oltre il classico approccio di seguire i ritmi di respirazione primaria in modo lineare e temporale.

Si attinge a una dimensione in cui i gesti delle forze della marea, che hanno generato, sviluppato e mantenuto le funzioni e le forme del corpo nel passato, possono essere riconosciuti e attivati nel presente.

Il “potenziale” di guarigione, diventa così “potenza” attiva che ravviva l’intero organismo.

Il protocollo per questa particolare modalità biodinamica, seppur semplice da applicare, è allo stesso tempo estremamente olistico ed efficace.

La delicatezza con cui l’operatore si rivolge alle impronte della marea, rende questo approccio alla biodinamica craniosacrale, applicabile in molte situazioni.

Può essere utilizzato in tutte quelle circostanze in cui il sistema non presenta una respirazione primaria coerente, ma anche per supportare aree di stagnazione, trauma e congelamento, che possono essere presenti in alcune zone del corpo.

Favorisce la vitalità di fluidi e tessuti, supporta gli scambi metabolici e ripristina il rapporto delle parti con l’insieme. È quindi benefico anche per coloro con protesi articolare, o che hanno subito fratture e traumi importanti.

Seguire le impronte della marea ci permette di riconoscere le tracce delle forze vitali e favorirne l’intenzione rigeneratrice anche nelle situazioni più difficili e complesse.

Un vero e proprio “reset” che ci aiuterà a supportare i nostri clienti con maggior competenza e gentilezza.

“L’azione terapeutica deve essere orientata alla vitalità, poiché è la vitalità che utilizza ogni nostra attività per riportare l’organismo verso la normalità.”

Littlejohn, J. M. (1975)


Iscrizioni
Associazione Culturale Mu: 3334862234 – info@muassociazione.it

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